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Nichi Vendola lascia la politica e sposa il compagno Eddy Testa

nichi vendola eddy testa-testimonial
nichi vendola eddy testa-testimonial

Nichi Vendola lascia la politica e sposa il compagno Eddy Testa «Ho vissuto questi dieci anni da governatore della Puglia al cardiopalma, ma da maggio tutto cambierà. Vorrei sposarmi con Ed (Ed Testa, suo compagno da dieci anni, ndr). Ma solo se me lo chiederà! Ma non mi trasferirò in Canada come hanno detto: per un uomo del Sud come me fa troppo freddo». È questo il progetto di vita del leader di Sel, Nichi Vendola, raccontato in una intervista al settimanale “Chi”. Matrimonio in arrivo quindi per il fondatore di Sinistra ecologia libertà e il bellissimo grafico canadese. Il popolare e famoso politico pugliese lascerà l’incarico di presidente della Regione Puglia fra due mesi e dopo due mandati consecutivi. Nichi Vendola ed Eddy Testa stanno insieme da 11 anni e formano una delle coppie gay più longeve del jet set nazionale. E non ha escluso la possibilità di diventare padre. Ecco le foto della coppia.

Dolce e Gabbana su Panorama la famiglia è sfatta.

dolce e gabbana su panorama
dolce e gabbana su panorama

Dolce e Gabbana, storica coppia gay del mondo della moda, ha difeso la famiglia tradizionale con delle dichiarazioni ben precise a Panorama. Gli stilisti hanno parlato di famiglia sostenendo che oltre la religione, la tradizione e la biologia vogliono che una famiglia in quanto tale debba essere composta da una madre e un padre. “Non si vive di cool, fashion e app, questa generazione ha paura di investire sugli affetti”, spiegano i due. No quindi ai cosiddetti “figli della chimica”, no alle tecnologie note come “uteri in affitto”, perché, come rivendica Stefano Gabbana, “la famiglia non è una moda passeggera, ma un senso di appartenenza”. Dolce e Gabbana si sono detti, quindi, contrari alle adozioni per le coppie gay sostenendo che la confusione per un bambino nel distinguere una madre e un padre, nel caso in cui entrambe fossero dello stesso sesso, sarebbe troppa.

dolce e gabbana figli
dolce e gabbana figli

Circola molto tra Twitter e Facebook questa immagine che mette a confronto la copertina odierna di Panorama, che vede Domenico Dolce e Stefano Gabbana dichiararsi a favore della famiglia tradizionale, e quella di Vanity Fair del 2005, quando i due stilisti rivelavano il loro desiderio di essere padri. Da segnalare che nella risposta alla domanda “Volete avere un figlio” di Panorama i due rispondono così: G. Sì, io un figlio lo farei subito. D. Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa.La vita ha un suo percorso naturale,ci sono cose che non vanno modificate.E una di queste è la famiglia.

Matrimonio civile per tutti, la svizzera è pronta

Matrimonio civile per tutti
Matrimonio civile per tutti

La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale svizzero ha deciso di dar seguito all’iniziativa parlamentare dei Verdi liberali denominata “Matrimonio civile per tutti” che prevede l’istituzione di unioni civili rivolti a coppie gay ed eterosessuali. Lo ha fatto con 12 voti favorevoli, 9 contrari ed un astenuto. Dato che la proposta comporterebbe una modifica costituzionale, l’ultima parola spetterà agli elettori anche se due sondaggi realizzati dai domenicali SonntagsBlick e SonntagsZeitung. Nel primo caso il 54% del campione si è espresso a favore dell’introduzione del matrimonio egualitario, nel secondo caso la percentuale sale sino al 71%. In ambo i casi le donne sono risultate le più favorevoli (con il 77% a favore contro il 64% registrato fra gli uomini). Ovviamente le percentuali si abbassano drasticamente dinnanzi ai simpatizzanti del PPD, il partito cattolico che vorrebbe una modifica costituzionale volta a sancire che il matrimonio debba essere un’unione esclusiva fondata sull’unione fra uomo e una donna.

Ivo Widlak niente soggiorno in America perchè bisessuale

ivo widlak
ivo widlak

Ivo Widlak è un giornalista di origine polacca che vive a Chicago dal 2001. Per anni ha condotto un talk show televisivo intitolato “Ivo na zywo” e un programma di informazione trasmesso dall’emittente Channel 34 WJYS. È anche l’amministrazione di alcuni siti di informazione in lingua polacca e presidente del Polish Cultural Institute di Chicago.
Un giorno Ivo ha conosciuto Laura Zabedra: i due si sono innamorati, si sono corteggiati e si sono sposati nel settembre del 2002. Come sempre accade in questi casi, la donna -cittadina statunitense- ha chiesto un permesso di soggiorno permanente per suo marito. Fin qui sembrerebbe tutto normale, se non fosse che i loro guai sono iniziati dall’essere entrambi dichiaratamente bisessuali.
Nel 2009 il Defense of Marriage Act proibiva il riconoscimento dei matrimoni fra persone dello stesso sesso e l’ufficio immigrazione dedicava notevoli sforzi nel cercare di individuare ed espellere eventuali immigrati gay che avessero sposato una donna pur di non perdere il proprio permesso di soggiorno. Viene facile immaginare che tutto questo non lo riguardasse, dato che lui era sposato con una donna e fra loro c’era un rapporto di amore, ma così non è stato.
Nel 2009 vennero entrambi sottoposti ad interrogatorio perché gli ufficiali lo accusarono di essere gay e di essersi unito in matrimonio solo per ottenere illegalmente una carta verde. Si ipotizza che la denuncia sia partita dal consolato polacco, recentemente al centro di un’indagine giornalistica con cui Ivo li aveva accusati di corruzione. La possibilità di far finire sotto indagine chiunque non fosse espressamente eterosessuale è stato uno dei metodi più usati in quegli anni per ritorsioni e ricatti.
Ed è così che, nonostante l’assenza di prove specifiche, il giornalista è stato riviato a giudizio in attesa che fosse lui a dover dimostrare che il suo matrimonio fosse reale. Il come dimostrarlo non è chiaro, al punto che Ivo si è persino spinto a dirsi pronto a fare sesso con sua moglie dinnanzi al giudice. Ma naturalmente quella è un’opzione che non venne neppure contemplata. Persino l’integrazione introdotta lo scorso settembre dall’amministrazione Obama (la quale sospende gli ordini di espulsione per le coppie gay) non poté essere applicata al suo caso: l’essere bisessuale lo portava a non essere né eterosessuale né gay, e quindi in una posizione non contemplata dalla legge.
L’iter giudiziario ha avuto tempi più consoni alla giustizia italiana che a quella statunitense, al punto che si è dovuto attendere il 20 dicembre 2013 per la prima convocazione. Ma anche quell’udienza saltò all’ultimo minuto e, due settimane più tardi, gli venne comunicato che il tutto era stato rimandato al 5 maggio 2017.
Nel frattempo, privato della sua carta verde, Ivo non può lavorare negli Stati Uniti. È lui stesso a raccontare come molte persone che vivono nella sua situazione si trovano a sbarcare il lunario attraverso lavori in nero, ma nel suo caso la popolarità acquisita dal suo caso lo portarono ad essere escluso anche dal lavoro sommerso per timore di controlli da parte delle autorità.
Tra i costi legali e le spese di soggiorno, prima o poi Ivo teme di ritrovarsi costretto a tornare in Polonia dato che gli Stati Uniti lo stanno mettendo in una condizione in cui non può più basare al suo sostentamento. Si è anche separato dalla moglie Laura perché convinto che l’ansia e la pressione di quella battaglia legale abbiano avuto conseguenze sul suo stato di salute, un motivo per ha iniziato a sentirsi un un peso per lei. Il 26 gennaio 2014 Ivo ha anche tentato di togliersi la vita, fortunatamente senza riuscirci.
Riferendosi all’ufficio immigrazione, commentò: «Questo è tutto. Ho finito. Non importa quello che faccio. Non importa quello che dico. Non importa nulla. Nulla è sufficiente per loro».
Ora ha lanciato una petizione rivolta al Segretario alla Sicurezza Nazionale, Jeh Johnson, e al presidente Barack Obama. La richiesta è semplice: «Per favore, datemi la mia carta verde e permettetemi di vivere la mia vita. In caso contrario, datemi ora il foglio di via, non tra due anni».
Sino ad oggi sono state raccolte 45mila firme, volte a chiedere una presa di posizione che risolva una situazione assurda venutasi a creare per la mancata contemplazione della bisessualità all’interno degli atti pubblici. La petizione è aperta a tutti ed è possibile sottoscriverla dall’apposita pagina.

Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2015/02/usa-rischia-lespulsione-perche.html#ixzz3SfqhYzGj

Fano primo Comune in italia a trascrivere nozze gay

Fano Fausto Elwin
Fano Fausto Elwin

Fano sarà la prima città in Italia a trascrivere un matrimonio gay con un atto diretto del sindaco. Sarà questo l’ultimo atto diretto di Stefano Aguzzi prima di terminare il mandato. Il matrimonio riguarda Fausto Schermi ed Elwin van Dijk, due uomini che si erano sposati in Olanda nel 2008. Anche a Grosseto l’amministrazione aveva registrato un matrimonio omosessuale, ma solo dopo una sentenza. Il presidente dell’associazione Arcigay Agorà Jacopo Cesari annuncia così l’ultimo atto del mandato del primo cittadino Stefano Aguzzi. Il sindaco uscente di centrodestra trascriverà venerdì prossimo nella sala della Concordia il matrimonio di Fausto Schermi ed Elwin van Dijk nel registro di stato civile. Schermi, 58 anni, ex dirigente comunale, e van Dijk, 56, educatore, si sono sposati in Olanda nel 2008 ma sono uniti da 30 anni. Il 17 maggio, nella Giornata mondiale contro l’omofobia, avevano consegnato al sindaco il loro certificato di matrimonio in una sorta di ‘festa di nozze’ con corteo, chiedendo la trascrizione dell’atto nel registro comunale. Aguzzi aveva girato il documento all’ufficio competente, che ha dato il via libera. “L’appuntamento è venerdì 30 maggio ore 9 di fronte al Comune – spiega Cesari -. Saliremo poi tutti insieme nella Sala della Concordia”, quella dove di celebrano le nozze civili. “Come presidente di Arcigay Agorà voglio ringraziare Fausto ed Elwin per aver donato a tutta la comunità Lgbt la loro storia, per l’impegno e l’energia instancabile di queste settimane, per non aver mai smesso di crederci. Grazie anche a Stefano Aguzzi che ha saputo cogliere l’opportunità politica di segnare un passo avanti straordinario sul cammino dei diritti nel nostro Paese. Grazie a quanti in queste settimane hanno messo in gioco tanto per conquistare il diritto ad essere riconosciuti e ad essere felicemente se stessi. Abbiamo aperto una strada, ora percorriamola!”.