Category Archives: danza

Asaf Avidan e il nudo integrale nel suo videoclip

Asaf Avidan Love It Or Leave It

Asaf Avidan Love It Or Leave It

Asaf Avidan, cantautore israeliano che negli ultimi anni ha riscosso grande successo, sta suscitando molto scalpore da qualche mese a questa parte per via del suo video ‘ Love it or leave it’ . Nel video ci sono molti uomini e donne che fanno una danza interpretativa in pista indossando nient’altro che una maschera di cartapesta a forma di testa del cantante . Questo pezzo memorabile è stato diretto e montato dal cantante stesso ed è completamente diverso da gli altri video che ha rilasciato. Particolarmente interessante in questo video è quanta emozione può essere rappresentato utilizzando il mezzo della danza da solo . Ci sono accenni alla vulnerabilità del cantante nella nudità dei ballerini e gli uomini e le donne entrambi indossano una maschera di ‘ Asaf Avidan ‘ potrebbe essere visto come lui cercando di dimostrare che gli uomini e le donne non sono poi così diversi . Che entrambi i sessi sperimentare la stessa euforia e lo stesso crepacuore in un rapporto. Purtroppo il video non ha passato il test YouTube e sul canale è in versione censurata. La nudità offende ancora troppi , anche quando non è in un contesto sessuale. Almeno per ora è ancora disponibile per la visualizzazione integrale su Vimeo. Asaf Avidan nel 2014 sarà di nuovo in tour in Europa. In italia apparirà al Ravello Festival.

Tragédie Olivier Dubois la danza si mette a nudo

olivier dubois tragedie

olivier dubois tragedie

Con Tragédie Olivier Dubois,  il coreografo e danzatore francese, firma il suo capolavoro. La critica, al debutto al Festival di Avignone 2012, lo ha osannato per la forza intrinseca che questo spettacolo, coraggiosissimo, emana. Dubois conduce il pubblico per mano ad entrare in un “mondo”: non chiede di guardare lo spettacolo, bensì di entrarci con il cuore. In scena un’umanità cieca, sconvolgente di 9 uomini e 9 donne messi a nudo – in senso letterale – per incarnare il corpo originale, un corpo sbarazzato da tutte le sovrastrutture storiche, sociali, psicologiche. Partendo dall’assunto che “il solo fatto di essere uomini non garantisca la costituzione di un’umanità” (la tragedia della nostra esistenza!) Dubois costruisce uno spettacolo che è movimento di coscienza e istigazione alla volontà. L’umanità sconvolgente, vittima di una caccia tragica, che Dubois porta sul palcoscenico è “arcaica” e “ostinata”, dominata da un repertorio di movimenti fondamentali. Il loro procedere dispiega una serie di tableaux in bianco e nero che rimanda all’idea del “rullo compressore” delle generazioni che si coprono le une sulle altre. Come già aveva fatto con il precedente Révolution (2009), Dubois firma una pièce magistrale, ossessiva, ipnotica – la partitura è un ritmo di percussioni sempre uguale di François Caffenne – che nel movimento di incessante andirivieni si fondono e spariscono, cadono, si rialzano, sospinti da un moto perpetuo che alla fine fa intravedere una “preziosa trascendenza di comunità”. “Attraverso il canto e la danza l’uomo manifesta la sua appartenenza a una comunità superiore. Egli ha disappreso il marciare, il parlare e, danzando, è sul punto di sollevarsi in aria. I suoi gesti parlano del suo sortilegio”. (La nascita della tragedia, Friedrich Nietzsche). Lo spettacolo, già presente nel 2013 al Bolzano Danza è attualmente in tour in europa.