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Indossare un preservativo. Sai farlo?

indossare preservativo

indossare preservativo

Per qualcuno è un gioco da ragazzi ma per qualcun altro è una autentica tortura che può rovinare il momento magico. Indossare il preservativo ha le sue regole ma soprattutto una serie di indicazioni e di cose da non fare per non incorrere in piccoli e grandi problemi.
Aprite l’involucro con cautela, con le mani pulite. Fate attenzione alle unghie affilate e alla pelle secca, che potrebbero danneggiare il preservativo. Posizionate il preservativo sul pene, con il serbatoio in alto. Se avete difficoltà, soffiate nel preservativo per individuare il verso giusto in cui metterlo. Stringete tra le dita il serbatoio per eliminare l’aria e posizionate il preservativo sul pene. Tirate indietro delicatamente il prepuzio per fare spazio al preservativo. Srotolate completamente il preservativo, fino alla base. Con entrambe le mani (con una si tiene il preservativo per il serbatoio e con l’altra lo si srotola) è molto più facile. Tenete fermo il preservativo alla base mentre sfilate il pene, annodatelo e buttatelo nel cestino. Preservativi e gabinetti non vanno d’accordo. Ci sono tuttavia una serie di accortezze e suggerimenti nei due video espliciti seguenti realizzati per campagne di prevenzione e facilmente reperibili in rete come promemoria.


la lunghezza del pisello nazione per nazione

misura-pene

misura-pene

Quando si parla di pisello è facile parlare del proprio ma come si fa a confrontarsi con quello del resto del pianeta?  Se sei un italiano, potresti essere deluso di sapere che l’ Italia si classifica nel settore ‘giallo’, in una buona media ma non la più alta come vuole la leggenda. A rigor di termini però, 6.2 – la media in Italia – è anche la media di un altissimo numero di nazioni sotto le quali ce ne sono altre insospettabilmente “più piccole”. La media mondiale è 5.5 pollici – la dimensione del display su un iPhone 6 Plus.  Il titolo di peni più grandi al mondo va alla Repubblica Democratica del Congo, dove la media è 7.1 pollici, mentre la Corea del Nord arriva in fondo all’ elenco, con una dimensione media del pene di 3.8 pollici. Sud America è il continente più comodamente ben dotato, con una media di 6.36 pollici.  Solo il 3 per cento degli uomini di tutto il mondo maneggiano un pisello di oltre 8 pollici e solo il 6 per cento in realtà ha bisogno di grandi preservativi extra. I dati sono stati compilati su EveryoneWeb da diversi studi. Oh, e in risposta a una domanda che è stato chiesta per millenni, il modo corretto di misurare il pisello è dalla punta del pene fino in fondo al pube.

mappa nazioni piselli

mappa nazioni piselli

 

vasalgel dal 2017 contraccettivo liquido per uomo

spermatozoo

spermatozoo

Dal 2008, ogni due mesi, alcuni medici specialisti hanno somministrato a decine di uomini di otto paesi un siero contenente gli ormoni progestina e testosterone. Questi uomini hanno poi fatto sesso non protetto con le loro partner, all’interno di una sperimentazione sul controllo delle nascite orchestrata dalla “Conrad”, organizzazione non lucrativa con base in Virginia. Dopo tre anni i risultati erano ottimi: solo quattro donne sono rimaste incinta. Ma gli effetti collaterali sugli uomini (acne, aumento di peso, depressione e libido esagerata) hanno costretto la “Conrad” a sospendere la ricerca, nel 2011. In 50 anni i contraccettivi si sono evoluti meno di quanto hanno fatto i telefoni cellulari in 5 anni. I problemi dell’arsenale per il controllo delle nascite sono noti: negli Stati Uniti la pillola è il contraccettivo femminile più usato ma un terzo delle donne è insoddisfatta e la molla nel giro di un anno, non sopportando nausea e cambiamenti di umore. I contraccettivi intrauterini (spirale o IUD) provocano perdite di sangue e crampi e non sono graditi. Gli ostacoli per introdurre nuovi metodi sono enormi. Anche se un laboratorio sviluppa un prodotto promettente, ha bisogno di una azienda farmaceutica per portarlo sul mercato. Le aziende farmaceutiche non sono molto aperte alle novità e ritengono che gli uomini siano meno disponibili delle donne a provare nuovi contraccettivi, per via degli effetti collaterali (loro non sono certo a rischio gravidanza). La vasectomia fa paura ed è impopolare, e così la “Parsemus Foundation” sta ideando il “Vasalgel” che blocca lo sperma ed è una pratica reversibile. La “Conrad” e la “Path” hanno recentemente creato il “Caya Diaframma”, un contracettivo da inserire nella vagina prima del rapporto sessuale come fosse un tampone che impedisce la penetrazione degli spermatozoi. La “Microchips Biotech”, finanziata dalla “Gates Foundation”, ha in mente un dispositivo che rilascia progestina a comando. Il “National Institute of Child Health and Human Development” ha messo a punto un gel maschile al nestorone, da applicare sulla pelle, che impedisce ai testicoli di produrre sperma. I ricercatori della “Boston University” stanno lavorando alla tecnologia “Plantibody”, per creare e coltivare anticorpi umani all’interno delle piante, i quali serviranno anche come anticoncezionali. Altri medici inglesi stanno sperimentando una pillola che permette agli uomini di avere “orgasmi asciutti”, senza emissione di seme. Spesso quando si parla di contraccettivi l’attenzione si concentra sulle donne. Presto, però, anche gli uomini potrebbero avere a disposizione un nuovo strumento per evitare gravidanze indesiderate. La “Parsemus Foundation”, organizzazione non profit che si occupa di sviluppare approcci medici a basso costo, intende infatti iniziare entro l’anno prossimo le sperimentazioni cliniche di un nuovo contraccettivo per “lui”, battezzato “Vasalgel”, che potrebbe essere disponibile già a partire dal 2017. Questo nuovo contraccettivo non è basato, come la “pillola per lei” sulla presenza di ormoni. A formarlo è infatti un polimero che iniettato nei dotti deferenti, le strutture attraverso cui gli spermatozoi vengono portati nell’uretra per essere eiaculati, bloccano proprio il passaggio degli spermatozoi, inattivandoli. Una sola somministrazione ha un’efficacia prolungata (si parla addirittura di 10 anni), ma non è permanente come sarebbe, invece, una vasectomia. Il suo effetto può essere eliminato letteralmente sciacquando via il polimero con un’altra iniezione, dopo la quale lo sperma torna libero di essere eiaculato ed eventualmente di fecondare un ovulo. Al momento “Vasalgel” non è stato ancora sperimentato nell’essere umano, ma studi condotti sui babbuini hanno fornito risultati incoraggianti. Dopo l’iniezione del polimero gli animali non sono infatti riusciti a ingravidare nessuna delle femmine con cui sono stati lasciati liberi di accoppiarsi. Gli studi che saranno condotti dalla “Parsemus” permetteranno di verificare l’efficacia anche nell’uomo. Non bisogna però dimenticare che anche dovesse davvero arrivare in commercio questo nuovo strumento non garantisce sesso sicuro al 100%. Come nel caso della pillola, della spirale e di altri strumenti a disposizione della donna anche “Vasalgel“ protegge da un solo rischio: quello di gravidanze indesiderate. Per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili l’unica protezione valida resterà il profilattico.

Fonte: The atlantic

Traduzione: Dagospia

pisello piccolissimo si racconta in una intervista

pisello statua

pisello statua

Chris è il 53enne con un micropene, che ha definito così il suo membro: “è della misura di un ditale da cucito. Quando è in erezione, è grande quanto un tappo di sughero. Nessuna tragedia, solo molto inusuale per un uomo alto e che, per il resto, è assolutamente normale». E’ la prima volta che ne parla con qualcuno approfonditamente e mi ha stupito la sua mancanza di risentimento e la totale assenza di autocommiserazione, anche quando confessava di essere stato rifiutato sessualmente. Quando si è accorto di avere un micropene? «A 6 anni, nello spogliatoio della piscina comunale. Era molto più piccolo rispetto a quello dei ragazzini della mia età. Non avevo idea delle implicazioni sessuali e sociali che questo avrebbe comportato, ma sapevo che era il segno fisico della mascolinità e quindi sentivo che qualcosa non andava. Pensavo che, crescendo, sarebbe cresciuto anche lui, invece oggi ha la stessa misura di allora. Ho capito che la situazione era definitiva a 19 anni, quando ero diventato un bel ragazzo. A 25 anni un urologo definì il mio membro “micropene”. Ricordo le esatte parole mentre mi ispezionava con i guanti: formazione mediocre, funzione normale, dimensioni infantili. Disse che il pediatra avrebbe dovuto consigliare ai miei genitori un endocrinologo o un urologo perché con le cure ormonali prima della pubertà la situazione poteva migliorare. L’ho scoperto troppo tardi». I suoi genitori ne erano al corrente? «Non credo. Avevano cinque figli e probabilmente non mi hanno più visto nudo da quando sono stato in grado di lavarmi e vestirmi da solo. Io non ne ho mai parlato»«Mi nascondevo il più possibile, ma andavo in una scuola maschile, dove ci facevano nuotare nudi. Per quattro anni, una settimana al mese, passavamo 50 minuti al giorno nudi in piscina. Stavamo in fila sul trampolino in attesa che si liberasse la corsia e c’erano peni grossi, medi, piccoli, e il mio. La notizia viaggiò veloce anche fuori scuola. Le ragazze della scuola femminile lo sapevano, agli eventi sportivi era tutto un sussurrare e un ridacchiare, volavano soprannomi. Era impossibile che frequentassi una ragazza. Fu difficile, arrossivo e restavo in silenzio, ma crescendo si guadagna controllo. Ora mi vedono nudo solo le persone che scelgo, controlli medici a parte. Coma ha influito sul sesso?
«Ero terrorizzato. A 16 anni le ragazze mi guardavano ma non ambivo al sesso come i miei compagni. Temevo che un bacio appassionato mi portasse a dovermi spogliare, che l’eccitazione della ragazza si sgonfiasse non appena scopriva il mio segreto. Ho perso la verginità a 17 anni, con una ragazza vergine. Le avevano detto che sarebbe stato doloroso, invece entrai in lei e lei non sentì molto. Inoltre il profilattico mi sfuggiva in continuazione. Sentendo che a lei non piaceva, provando panico e pressione, persi l’erezione e rimasi immobile, dentro il suo corpo. Se fossi uscito, non sarei più riuscito ad entrare. Se fossi uscito, lei avrebbe visto il mio micropene. Alla fine lo ha visto, è rimasta con la bocca spalancata. Più tardi eravamo con un gruppo di amiche al ristorante. Una di loro si riferì a me come “il suo uomo” e la mia ragazza rispose: «Non è il mio uomo, è solo un bambino». Scoppiarono tutte a ridere, lei compresa, mentre a me veniva da vomitare». Quando ha cominciato a dirlo in tempo alle sue partner? «Mia moglie mi lasciò. Chiese il divorzio perché il mio pene era troppo piccolo per soddisfarla sessualmente. Mi informò che stava frequentando altri uomini. Tutto sommato, meglio che abbia avuto il coraggio di dirlo. Sarebbe stato peggio se avesse detto che la mia taglia la soddisfaceva ma con una faccia tremendamente delusa. La fiducia sta alla base di ogni rapporto. Sperare che le luci siano spente e che una donna non si accorga che sono impacciato come un bambino ai primi passi è una forma di inganno. O perlomeno, viene percepita così. Quindi ho deciso di raccontare tutto prima del sesso».
«Ci sono due fasi, e tutto dipende dalla donna che ho davanti e dalla situazione. Durante il periodo di corteggiamento posso essere diretto o indiretto, prima o poi nell’appuntamento programmo una giornata in costume. Un costume bagnato non racconta tutta la storia, ma gran parte sì. Si vede se sono dotato come un cavallo o come un criceto. Nella seconda fase devo essere più preciso. Se dici a una donna che hai il pene piccolo, lei comparerà la misura ai partner precedenti e non sarà pronta. Il loro “piccolo” non equivale al mio». Come hanno reagito le sue partner? «Non conta quanto io sia stato delicato, chiaro, onesto ad ammetterlo, un paio di donne si sono comunque offese. Una è passata dal coccolarmi romanticamente al gridarmi: «E adesso pensi che io faccia sesso con te?». Altre volte si sono mostrate positive. Una ha detto: «Non è l’ideale ma possiamo trovare il modo per divertirci», un’altra «Di sicuro avrai trovato un altro modo per far godere le signore», un’altra ancora lo ha trovato eccitante e mi ha sculacciato. Una donna ha avuto la trovata geniale che ha funzionato: «Bene, ti tratterò come se avessi un clitoride». La reazione più comune è la delusione. La domanda più comune: «Perché è così piccolo?». E dire che accadeva sempre quando ero in erezione». Com’è la sua vita ora? «Mi sono risposato e ho due bambini, concepiti naturalmente. Da adulto ha avuto una vita sessuale soddisfacente. Ho fatto godere alcune donne, ne ho deluse altre che da me volevano ciò che non avevo. Almeno una delle mie ex-fidanzate mi considera uno dei migliori amanti che abbia mai avuto. Io e mia moglie siamo monogami, abbiamo basato il rapporto sulla fiducia e sulla conversazione. La misura del mio pene non la disgusta». Evita di urinare nei bagni pubblici? «Il sollievo di svuotare la vescica quando non ce la fai più conta di più dell’ansia di essere visto nudo. L’unico problema è che quando fa molto freddo, il mio pene si ritira. Allora devo manipolarlo con i polpastrelli per allungarlo al punto da farlo uscire dalla zip e da tenerlo in mano». Quanto è piacevole il sesso per lei? «Molto. Ma quando si tratta di rapporto penetrativo sia io che lei proviamo poche sensazioni e non arriviamo all’orgasmo. So però che molte donne non raggiungono comunque l’orgasmo con la penetrazione, quindi ho i miei modi. Mi piace dare piacere. Aspetto che la mia donna abbia due orgasmi prima di volerne uno io». Guarda il porno? E cosa pensa di tutta questa enfasi sui grandi peni?  «Mi diverto con il porno per lo stesso motivo di tutti altri uomini, la masturbazione. Ho vissuto circondato da uomini dotati di peni che per me erano grandi, quindi il porno non fa differenza. E’ la mia realtà quotidiana. Ci sono almeno due posti dove non esiste l’ossessione per la misura del pene: la Russia e il Giappone. Il porno che preferisco è quello nipponico, dove le donne godono con uomini non dotati. Mi diverto anche con i video porno dove i peni piccoli vengono derisi e umiliati. E’ come se io avessi sessualizzato i miei dispiaceri adolescenziali e questo ora generi in me una forte energia sessuale». Come compensa a letto le sue mancanze? «Vedo il rapporto sessuale penetrativo come un antipasto o un dessert, non come la portata principale. Ho dieci dita e una lingua, un bel corpo e una mente creativa. Uso tutto. Sperimento e rispondo al piacere della donna. Nonostante il mio pene sia minuto, resta eretto per ore e ho molto controllo sulla eiaculazione. Invece di inserire il mio pene nella vagina, è meglio che io lo tenga fra le dita e lo strofini contro la vulva. Funziona bene, compensa ciò che non è stato assistito dalla natura. So usare bene ciò che ho».

Fonte: Salon

Traduzione: Dagospia.com

Cose da non fare con il pisello

Cose da non fare con il pisello .Ma cosa ti sei infilato?

Cose da non fare con il pisello .Ma cosa ti sei infilato?

Cose da non fare con il pisello ma cose che evidentemente si fanno e poi ci si pente diventando star della rete. Tra le tante notizie che rimbalzano c’è quella di un uomo  della zona di Camberra e di ben 70 anni con una forchetta infilata nel pisello da estrarre in ospedale. Un altro ancora (ma sti cinesi sono recidivi)  si è presentato in ospedale con una corda per saltare infilata dentro l’uretra. Nel pene, insomma. E’ successo a Yichang, nella provincia di Hubei, nel cui ospedale l’uomo ha confessato di avere usato la corda per procurarsi “Piacere sessuale”. Ma durante il “gioco”, la corda si è arrotolata rendendo impossibile l’estrazione. L’urologo, ha dichiarato che la corda era lunga 1,1 metro e spessa 4,4 millimetri. Solo 10 centimetri erano rimasti fuori dal corpo dell’uomo quando questi si è presentato in ospedale. E non pensiate che queste “stranezze” siano esclusive del popolo cinese, anzi. Stando ad un rapporto intitolato “An Unusual Urethral Foreign Body” pubblicato dall’International Journal of Surgery Case Reports, secondo cui i casi del genere si verificano in tutto il mondo, “i motivi che spingono all’inserimento di una varietà di oggetti sono difficili da comprendere”. Il rapporto parla di penne, aghi, cavi, brugole, lampadine, termometri, piante, vegetali, snake, cocaina e colla, ma sono solo alcuni esempi di cose trovate nei corpi di persone. Il rapporto conclude dicendo: “sembra che la mente umana sia disinibita oltre che creativa”.