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la lunghezza del pisello nazione per nazione

misura-pene

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Quando si parla di pisello è facile parlare del proprio ma come si fa a confrontarsi con quello del resto del pianeta?  Se sei un italiano, potresti essere deluso di sapere che l’ Italia si classifica nel settore ‘giallo’, in una buona media ma non la più alta come vuole la leggenda. A rigor di termini però, 6.2 – la media in Italia – è anche la media di un altissimo numero di nazioni sotto le quali ce ne sono altre insospettabilmente “più piccole”. La media mondiale è 5.5 pollici – la dimensione del display su un iPhone 6 Plus.  Il titolo di peni più grandi al mondo va alla Repubblica Democratica del Congo, dove la media è 7.1 pollici, mentre la Corea del Nord arriva in fondo all’ elenco, con una dimensione media del pene di 3.8 pollici. Sud America è il continente più comodamente ben dotato, con una media di 6.36 pollici.  Solo il 3 per cento degli uomini di tutto il mondo maneggiano un pisello di oltre 8 pollici e solo il 6 per cento in realtà ha bisogno di grandi preservativi extra. I dati sono stati compilati su EveryoneWeb da diversi studi. Oh, e in risposta a una domanda che è stato chiesta per millenni, il modo corretto di misurare il pisello è dalla punta del pene fino in fondo al pube.

mappa nazioni piselli

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pisello piccolissimo si racconta in una intervista

pisello statua

pisello statua

Chris è il 53enne con un micropene, che ha definito così il suo membro: “è della misura di un ditale da cucito. Quando è in erezione, è grande quanto un tappo di sughero. Nessuna tragedia, solo molto inusuale per un uomo alto e che, per il resto, è assolutamente normale». E’ la prima volta che ne parla con qualcuno approfonditamente e mi ha stupito la sua mancanza di risentimento e la totale assenza di autocommiserazione, anche quando confessava di essere stato rifiutato sessualmente. Quando si è accorto di avere un micropene? «A 6 anni, nello spogliatoio della piscina comunale. Era molto più piccolo rispetto a quello dei ragazzini della mia età. Non avevo idea delle implicazioni sessuali e sociali che questo avrebbe comportato, ma sapevo che era il segno fisico della mascolinità e quindi sentivo che qualcosa non andava. Pensavo che, crescendo, sarebbe cresciuto anche lui, invece oggi ha la stessa misura di allora. Ho capito che la situazione era definitiva a 19 anni, quando ero diventato un bel ragazzo. A 25 anni un urologo definì il mio membro “micropene”. Ricordo le esatte parole mentre mi ispezionava con i guanti: formazione mediocre, funzione normale, dimensioni infantili. Disse che il pediatra avrebbe dovuto consigliare ai miei genitori un endocrinologo o un urologo perché con le cure ormonali prima della pubertà la situazione poteva migliorare. L’ho scoperto troppo tardi». I suoi genitori ne erano al corrente? «Non credo. Avevano cinque figli e probabilmente non mi hanno più visto nudo da quando sono stato in grado di lavarmi e vestirmi da solo. Io non ne ho mai parlato»«Mi nascondevo il più possibile, ma andavo in una scuola maschile, dove ci facevano nuotare nudi. Per quattro anni, una settimana al mese, passavamo 50 minuti al giorno nudi in piscina. Stavamo in fila sul trampolino in attesa che si liberasse la corsia e c’erano peni grossi, medi, piccoli, e il mio. La notizia viaggiò veloce anche fuori scuola. Le ragazze della scuola femminile lo sapevano, agli eventi sportivi era tutto un sussurrare e un ridacchiare, volavano soprannomi. Era impossibile che frequentassi una ragazza. Fu difficile, arrossivo e restavo in silenzio, ma crescendo si guadagna controllo. Ora mi vedono nudo solo le persone che scelgo, controlli medici a parte. Coma ha influito sul sesso?
«Ero terrorizzato. A 16 anni le ragazze mi guardavano ma non ambivo al sesso come i miei compagni. Temevo che un bacio appassionato mi portasse a dovermi spogliare, che l’eccitazione della ragazza si sgonfiasse non appena scopriva il mio segreto. Ho perso la verginità a 17 anni, con una ragazza vergine. Le avevano detto che sarebbe stato doloroso, invece entrai in lei e lei non sentì molto. Inoltre il profilattico mi sfuggiva in continuazione. Sentendo che a lei non piaceva, provando panico e pressione, persi l’erezione e rimasi immobile, dentro il suo corpo. Se fossi uscito, non sarei più riuscito ad entrare. Se fossi uscito, lei avrebbe visto il mio micropene. Alla fine lo ha visto, è rimasta con la bocca spalancata. Più tardi eravamo con un gruppo di amiche al ristorante. Una di loro si riferì a me come “il suo uomo” e la mia ragazza rispose: «Non è il mio uomo, è solo un bambino». Scoppiarono tutte a ridere, lei compresa, mentre a me veniva da vomitare». Quando ha cominciato a dirlo in tempo alle sue partner? «Mia moglie mi lasciò. Chiese il divorzio perché il mio pene era troppo piccolo per soddisfarla sessualmente. Mi informò che stava frequentando altri uomini. Tutto sommato, meglio che abbia avuto il coraggio di dirlo. Sarebbe stato peggio se avesse detto che la mia taglia la soddisfaceva ma con una faccia tremendamente delusa. La fiducia sta alla base di ogni rapporto. Sperare che le luci siano spente e che una donna non si accorga che sono impacciato come un bambino ai primi passi è una forma di inganno. O perlomeno, viene percepita così. Quindi ho deciso di raccontare tutto prima del sesso».
«Ci sono due fasi, e tutto dipende dalla donna che ho davanti e dalla situazione. Durante il periodo di corteggiamento posso essere diretto o indiretto, prima o poi nell’appuntamento programmo una giornata in costume. Un costume bagnato non racconta tutta la storia, ma gran parte sì. Si vede se sono dotato come un cavallo o come un criceto. Nella seconda fase devo essere più preciso. Se dici a una donna che hai il pene piccolo, lei comparerà la misura ai partner precedenti e non sarà pronta. Il loro “piccolo” non equivale al mio». Come hanno reagito le sue partner? «Non conta quanto io sia stato delicato, chiaro, onesto ad ammetterlo, un paio di donne si sono comunque offese. Una è passata dal coccolarmi romanticamente al gridarmi: «E adesso pensi che io faccia sesso con te?». Altre volte si sono mostrate positive. Una ha detto: «Non è l’ideale ma possiamo trovare il modo per divertirci», un’altra «Di sicuro avrai trovato un altro modo per far godere le signore», un’altra ancora lo ha trovato eccitante e mi ha sculacciato. Una donna ha avuto la trovata geniale che ha funzionato: «Bene, ti tratterò come se avessi un clitoride». La reazione più comune è la delusione. La domanda più comune: «Perché è così piccolo?». E dire che accadeva sempre quando ero in erezione». Com’è la sua vita ora? «Mi sono risposato e ho due bambini, concepiti naturalmente. Da adulto ha avuto una vita sessuale soddisfacente. Ho fatto godere alcune donne, ne ho deluse altre che da me volevano ciò che non avevo. Almeno una delle mie ex-fidanzate mi considera uno dei migliori amanti che abbia mai avuto. Io e mia moglie siamo monogami, abbiamo basato il rapporto sulla fiducia e sulla conversazione. La misura del mio pene non la disgusta». Evita di urinare nei bagni pubblici? «Il sollievo di svuotare la vescica quando non ce la fai più conta di più dell’ansia di essere visto nudo. L’unico problema è che quando fa molto freddo, il mio pene si ritira. Allora devo manipolarlo con i polpastrelli per allungarlo al punto da farlo uscire dalla zip e da tenerlo in mano». Quanto è piacevole il sesso per lei? «Molto. Ma quando si tratta di rapporto penetrativo sia io che lei proviamo poche sensazioni e non arriviamo all’orgasmo. So però che molte donne non raggiungono comunque l’orgasmo con la penetrazione, quindi ho i miei modi. Mi piace dare piacere. Aspetto che la mia donna abbia due orgasmi prima di volerne uno io». Guarda il porno? E cosa pensa di tutta questa enfasi sui grandi peni?  «Mi diverto con il porno per lo stesso motivo di tutti altri uomini, la masturbazione. Ho vissuto circondato da uomini dotati di peni che per me erano grandi, quindi il porno non fa differenza. E’ la mia realtà quotidiana. Ci sono almeno due posti dove non esiste l’ossessione per la misura del pene: la Russia e il Giappone. Il porno che preferisco è quello nipponico, dove le donne godono con uomini non dotati. Mi diverto anche con i video porno dove i peni piccoli vengono derisi e umiliati. E’ come se io avessi sessualizzato i miei dispiaceri adolescenziali e questo ora generi in me una forte energia sessuale». Come compensa a letto le sue mancanze? «Vedo il rapporto sessuale penetrativo come un antipasto o un dessert, non come la portata principale. Ho dieci dita e una lingua, un bel corpo e una mente creativa. Uso tutto. Sperimento e rispondo al piacere della donna. Nonostante il mio pene sia minuto, resta eretto per ore e ho molto controllo sulla eiaculazione. Invece di inserire il mio pene nella vagina, è meglio che io lo tenga fra le dita e lo strofini contro la vulva. Funziona bene, compensa ciò che non è stato assistito dalla natura. So usare bene ciò che ho».

Fonte: Salon

Traduzione: Dagospia.com

Pisello esplode durante rapporto sessuale

macrolane nel pene

macrolane nel pene

Pisello esplode durante rapporto sessuale. Un 60enne si era fatto aumentare le ‘misure’ e ha querelato il chirurgo estetico. L’uomo si è rivolto speranzoso al chirurgo estetico contando sulle proprietà delle celebri fiale di Macrolane per migliorare le dimensioni del proprio organo sessuale. Gonfia di qua, gonfia di là, i giudici milanesi, ormai quasi abituati a trattare cause per seni rifatti che poi cedono o scoppiano, si sono trovati stavolta di fronte a un caso decisamente più raro di esplosione di pene (nel senso maschile). L’uomo scovò sul web la possibilità di affidarsi alle mani esperte di una dottoressa romena, con studi in mezza Italia e collaboratrice di una nota clinica milanese. E così andò. Tecnicamente, dicono gli atti, si era trattato di «impianto retro pubico di Macrolane (gel iniettabile a base di acido ialuronico) finalizzato ad aumentare le dimensioni del pene». Il problema, però, è che poco tempo dopo, nel bel mezzo di un rapporto sessuale, lo sfortunato signore sentì una specie di botto ravvicinato, accorgendosi, un secondo più tardi, che a esplodere era stato proprio il suo fallo. Evidentemente insensibile ai possibili traumi psicologici di “starlette” dal seno rifatto così come di maschi non troppo dotati, il gel dei miracoli aveva mietuto un’altra vittima. NEL CASO del 60enne, passati il dolore e l’infezione è scattata la querela nei confronti della celebre dottoressa che ancora oggi domina sui siti di chirugia estetica, dove espone anche le foto dei suoi pazienti prima e dopo l’intervento.
In relazione al caso del 60enne, però, la Procura le ha contestato il reato di lesioni colpose gravi, dato che dall’intimo scoppio del poveretto era derivata «un’infezione con estrusione del gel da flogosi dell’asta peninea» guaribile in 40 giorni. Per di più, sempre secondo l’accusa, il medico non si era curata di approfondire le eventuali controindicazioni all’intervento (il paziente era diabetico) e non aveva ottenuto neppure l’obbligatorio consenso informato, avendo molto sorvolato sui possibili rischi. L’aspetto paradossale della vicenda è che il consulente medico-legale della Procura ha attestato che le misure della parte lesa (in tutti i sensi) erano assolutamente normali. Il processo, comunque, non si farà: alla prima udienza, l’uomo ha revocato la querela dopo aver intascato un risarcimento di 8 mila euro.

Fonte: Il resto del Carlino

Nudo integrale di Spartacus usa pene posticcio

nudo integrale spartacus

nudo integrale spartacus

Nudo integrale super ricercato tra le scene censurate della prima e seconda stagione di Spartacus. E la terza stagione non è da meno tanto che la tv ha deciso di mandarla in onda integralmente. Ma se è vero che lo spettacolo è finzione, anche molti piselli mostrati “velocemente” nelle scene più piccanti del telefilm lo sono, compresa la scena di evirazione del povero schiavo malcapitato. Alcuni attori, per una fantomatica coerenza con il fisico statuario o con il ruolo spavaldo piuttosto che quello di schiavo destinato al sesso con la sua padrona, sono per così dire “costretti” ad indossare una protesi per rendere al meglio l’idea. Di seguito quindi alcune foto di scena dove è riconoscibile il naturale e il posticcio. Lode e onore ovviamente agli attori che in barba a tutto questo hanno recitato come mamma li ha fatti anche se una domanda viene da porsela: ma esisteva la ceretta inguinale ai tempi dei gladiatori?

Enrique Iglesias dichiara: pene piccolo e ricurvo

enrique iglesias culo

enrique iglesias mostra il culo

«Io il bagno nudo me lo faccio solo se non ci sono paparazzi nelle vicinanze. Potrebbe rovinarmi la carriera. Non c’è molto da vedere là sotto». Non fosse che l’ha raccontato a una rivista musicale seria come Billboard, e l’ha ripreso Page Six, la «confessione» di Enrique Iglesias avrebbe avuto dell’inverosimile. Lui, con la sua gran fama da latin lover scherza portando le prove che «le dimensioni non contano»: «Il mio peggior difetto? Dalla vita in giù: ho il pene piccolo e ricurvo». Il primato ce l’ha certo altrove: con cento milioni di dischi venduti, a lungo è stato il fidanzato dell’ex-tennista Anna Kurnikova. Ha inoltre dichiarato durante un concerto: “Sono cresciuto con un sacco di amici che hanno perso la verginità con le prostitute, non che ci sia qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dovuto pagare per far l’amore. Invece io volevo aspettare la ragazza giusta. Così l’ho fatto a 25 anni”.

Fonte: Vanity Fair e GQ